Nell’antichità si celebravano dei rituali dedicati alla dea Ecate, nonostante non vi siano, tra i templi rimasti, alcuni in suo onore. Quasi sicuramente questi templi erano formati dalle famose colonne chiamate Hecterion (a destra e in alto a sinistra) che rappresentavano appunto la dea nella sua triplice manifestazione. Ci sono riferimenti ad un altare di Ecate nel fitto della foresta frequentato da Medea.

I templi a lei dedicati vantano numerosi ed importanti siti. Primo fra tutti quello eretto ad Argo: costruito accanto al santuario di Eileithya, le statue che ne decoravano l'interno furono scolpite da Skopas, Naucide e Policleto il Giovane, tutti importanti scultori ed artisti dell'antichità. Secondo la tradizione, il tempio venne costruito da Elena di Sparta dopo la nascita della figlia Ifigenia, secondo le caratteristiche di Ecate che la vedono protettrice dei fanciulli e delle nascite e connessa alla figura delle Parche.

A Làgina, in Turchia, non un semplice tempio ma un intero santuario fu dedicato dal re di Seleuco ad Ecate (per foto ed un'analisi storico-artistica del meraviglio somplesso di Lagina, clicka qui). Secondo Strabo, ogni anno si tenevano grandi festeggiamenti per Ecate nei pressi del tempio, che era collegato alla città commerciale di Stratoniceia da una strada sacra costeggiata da tombe. Sempre in territorio turco, ad Ileina, vi era un altro tempio ora dimenticato, vicino alle rovine di Eskisehir. Altri templi furono edificati a Mileto, accanto alle famose rovine di Efeso, mentre ad Efeso stesso una statua di Ecate aveva dimora nel tempio di Artemide e le erano riservati rituali ogni mese, il 1°, il 2° e il 7° giorno.

Templi a lei dedicati erano anche in Illiria (Albania), ad Abdera (Tracia), e in moltissime altre città dell'Asia Minore. A Didima, considerata sede dell'oracolo più importante dopo Delfi, si teneva una processione in onore di Ecate: si decoravano e bagnavano con vino due cubi di pietra e si portavano di fronte a quella che doveva essere la soglia del suo santuario. Gli Ateniesi le eressero una statua sull'Acropoli a protezione della rocca accanto al tempio di Nike: le era sacro proprio l'ingresso, i Propilei. La grandiosa sistemazione scenografica dell'acropoli si appoggiava anche, e in particolare, ai Propilei. Essi furono costruiti da Mnesicle tra il 437 e il 433 a.C. In tali edifici è raggiunto un effetto di variata armonia, pur nella costrizione spaziale. La decorazione architettonica ha qui un esempio tipico, e già lo ionico si affianca al dorico.

Eschilo e Aristofane menzionano Ecate come nume tutelare di porte e accessi con l'epiteto di propylaia. Anche Pausania fa cenno a questa tradizione, citando una Ecate epipùrgdia. Con ogni probabilità si tratta della stessa Ekate Propilaia citata da Eschilo. Sempre in Grecia, ad Eleusi, Poseidone ed Ecate condividevano un tempio in onore della tradizione che vede Ecate avere la custodia anche del mondo marino. In Egina, un tempio in suo onore era sede della celebrazione dei Misteri nel quali la musica aveva un ruolo fondamentale. In questa zona Ecate era onorata al di sopra di tutti gli altri dei e ogni anno vi erano festeggiamenti intorno ad una statua di legno della dea.

Per quanto riguarda la penisola dell'Italia, sappiamo che il lago Averno, in Campania, ha un boschetto sulla sua riva sacro ad Ecate e riti erano effettuati in suo onore; questo lago fu per molto tempo ritenuto una delle entrate per l'Oltretomba. Lo stesso Cicerone lo nominò come Nuokomanteion, ovvero luogo di profetizzazione dei morti in cui la gente un tempo si recava per interrogare gli spiriti dei morti sul futuro. In Sicilia, invece, a Selinunte annesso all’angolo sud-est del témenos, si trova un piccolo recinto quasi quadrato adiacente al propileo monumentale dell’area sacra, dedicato ad Ecate, dea triforme lunared infera mandata da Zeus alla ricerca di Persefone nell’Ade come Dadouchos (“portatrice di fiaccola”) e come Phosphòros (“portatrice di luce”), come ricordano gli socoliasti (ad frg. 556 di Callimaco) e un noto pinax di Locri. La collocazione del piccolo Hekataion, indicativo del ruolo della dea ampiamente propagandato dalla religione eleusina, ci rammenta peraltro anche la sua funzione di guardiana (Phylax, Epipyrgìdia), di protettrice dell’adiacente ingresso al grande témenos. All’interno del piccolo recinto forse della prima metà del V secolo a. C., accanto all’ingresso orientale (quello settentrionale si collega direttamente al propileo del santuario maggiore), è il sacello della dea, e, all’angolo sud-ovest, un piccolo spazio quadrato recinto e pavimentato a lastre, d’ignota destinazione.

Oltre ai templi, numerosissimi erano i luoghi a lei sacri, come l'isola nei pressi di Delo chiamata appunto Hekatez Nisoz. Ma non dobbiamo dimenticare che Ecate, essendo dea delle zone liminali, era presente sulle soglie e nei crocicchi con edicole ed immagini in suo onore. Protettrice dei passaggi non solo fisici ma anche temporali, presiede alle nascite e alla morte e veniva invocata in momenti astrologici di particolare pregnanza simbolica, come ad esempio il plenilunio. Infine, gli Hekataion, ovvero le edicole votive all'entrata delle case che proteggevano la dimora. Una prova della diffusione di questi altarini domestici ci è data da Aristofane il quale, facendo un paragone, scrive "proprio come un hekataion è da trovarsi accanto ad ogni porta".

 

Consacrati ad Ecate c'erano soprattutto sacerdotesse, ma anche sacerdoti, organizzati in quei gruppi o coven come quelli presenti a Lesbo o Sparta. I componenti erano istruiti in musica, danza e ovviamente religione. Essi rimaneva in queste comunità fino al giorno del matrimonio, ma alcuni conservavano il celibato e il nubilato. Essendo una divinità prettamente femminile, spesso i sacerdoti erano castrati o travestiti (per scelta) come avveniva anche per altre divinità. Va da sé che l'omosessualità era sullo stesso piano dell'eterosessualità, a differenza della vergognosa emarginazione di oggi. I sacerdoti maschi erano chiamati "Cani di Ecate" e questo suggerisce che oltre al compito sacerdotale avessero anche quello di guardiani.

Tutto questo spiega molto bene come il cristianesimo abbia voluto cancellare e sopprimere non solo una divinità così potente, ma anche delle sacerdotesse e un predominio femminile che, sappiamo molto bene, è tuttora inspiegabilmente mal visto dalla religione cattolica.

 

I riti seguivano un calendario ben preciso che ci è pervenuto e che riserva alla dea alcune ricorrenze, alcune annuali altre mensili. Clickando sulle festività indicate nella Ruota dell'Anno, esploreremo queste date insieme...

                   30 Novembre Ecate Trivia                

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 Notte di  Ecate

 

  Samhain

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecate delle Tempeste

 

I culti misterici di Ecate furono istituiti per la prima volta da Orfeo, l’artista fanciullo che incantò persino gli dei degli inferi con la sua musica pur di riavere la sua amata Euridice.

Egli parla della dea e le dedica una parte del primo inno orfico.

I Misteri di Ecate erano celebrati sia da uomini che da donne. Si svolgevano nelle grotte e nei tempietti accendendo gruppi di tre torce. L’uso di incensi e altri composti bruciati favoriva le visioni e spesso la statua della dea poteva animarsi; i riti su concludevano a mezzanotte con il banchetto sacro, danze e spesso il bagno rituale.

Quelli che proponiamo qui sono versioni rivedute per poter essere celebrate oggi anche in assenza di luoghi di culto naturali come una grotta o edifici di culto come un tempio. Si presuppone che l'importanza sia da ritrovare più nella data e nella simbologia del rito, anche se la scelta del luogo come un crocicchio ha una forte valenza simbolica.

 

 

Il culto di Ecate si può approfondire ogni giorno tramite delle pratiche e dei piccoli rituali che ci avvicinano alla dea e nello stesso tempo elevano la nostra anima. Ovviamente queste pratiche sono solo un suggerimento ed ognuno può trovare quello che ogni giorno è la sua modalità di entrare in contatto con Ecate ed onorarla.

  • Appena alzati e prima di andare a dormire, rivolgere un pensiero alla dea nel vostro luogo di adorazione. Pensa a quello che dovrai fare nella giornata e al suo termini, invece, rifletti sulle tue azioni

  • Prima di avvicinarsi all'altare, lavarsi le mani e il viso per rispetto al luogo sacro

  • Indossa costantemente un simbolo della dea, come un medaglione o un braccialetto che ti ricordino sempre il vostro legame

  • Studia costantemente di Ecate ed approfondisci la sua figura perché le novità potrebbero essere molte

  • Pianifica il futuro pensando al presente: non dimenticare che sei mortale in questa vita, non dimenticare che sei immortale nelle molte vite

  • Trascrivi i tuoi sogni e i segni della giornata perché essi sono messaggi della dea dell'inconscio che svela la realtà delle tenebre attraverso la sua luce

  • Ascolta la voce della dea consultando un oracolo di sovente

  • Prima di ogni esperienza e prova, invoca la protezione e la benedizione della dea e dedicale le tue azioni, perché esse possano essere illuminate dalla saggezza

  • Quando puoi, cammina nella natura perché è essa il collegamento primario con il tuo divino

  • Pratica la moderazione, nel corpo con l'esercizio, nello spirito con la conoscenza, nell'alimentazione

  • Approfondisci sempre il tuo contatto con la musica e la danza rituale.

(da Greg Crowfoot)

 

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